Questo vino è un gioiello dell’enologia friulana. E’ l’unico vino che si identifichi con la sua zona di produzione. Nel panorama enologico internazionale questo rappresenta il massimo dell’immagine e la più alta valorizzazione del vino stesso. I vigneti, incastonati nelle colline rubando spazio ai boschi di castagno, acacia, faggio, querce ed olmi, sistemati a gradoni od a terrazzamenti, sono qualcosa di magnifico.
Il vino prende il nome dal paesino di Ramandolo nel comune di Nimis, nella zona più settentrionale dei Colli Orientali del Friuli.
Viene fatta esclusivamente a mano verso la metà di ottobre. L’uva raccolta viene deposta in cassettine del peso massimo di 7 kg dove rimarra per cira 3/4 settimane ad appassire. La resa è mediamente dai 60 ai 70 q.li/ha.
Dopo l’appassimento l’uva viene diraspata, lasciata macerare alcune ore ed infine viene pigiata molto soficemente. Quando la gradazione alcolica raggiunge i 12,5 - 13%, il mosto viene raffreddato per arrestare la trasformazione di ulteriore zuccheri in alcool. Il risultato è che si ottiene un vino con un piacevolissimo residuo zuccherino.
Questo importantissimo processo avviene in piccole botti di rovere dove il vino rimane per alcuni mesi senza una precisa ricetta. Una parte rimane in botti di acciaio inox. Alla fine del periodo di affinamento si procede con il travaso dalle botti di rovere a quelle di acciaio. A questo punto si ottiene una massa unica ricca di aromi e profumi.
Produzione totale: 12.000 bot. da 0,500 lt.
Alcol 12,8% by Vol.
Acidità totale 6,2 g/l
pH 3,5
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