È il vitigno autoctono friulano, a nostro avviso, più importante, sia per la diffusione in tutta la regione, sia per la potenzialità qualitativa che si può ottenere vinificandolo sia in purezza che in uvaggio. Dal colore rubino violaceo scuro, fine al naso con sentori di piccoli frutti neri fusi ad aromi speziati quali pepe e chiodi di garofano. In bocca mostra grande equilibrio acidità/morbidezza con tannini abbondanti ma fini. Ritorna la frutta con buona persistenza questa volta accompagnata da un gradevole sentore vanigliato.
Le uve provengono da vigneti situati nella zona pedemontana del Friuli centro-occidentale. Terreni con buon scheletro, prevalentemente ciottolosi, organicamente ricchi in superficie con ottimo drenaggio. Il sistema di allevamento è a Sylvoz con circa 5.000 piante ettaro.
Viene fatta a mano a fine settembre od agli inizi di ottobre in dipendenza delle condizioni climatiche.
L’uva viene prima diraspata, aggiunta di enzimi e messa in macerazione per circa 7/8 giorni con frequenti rimontaggi nei primi 2/3 giorni. Successivamente alla svinatura vengono introdotti lieviti selezionati ed il vino completa la fermentazione in vasca inox.
Dopo la fermentazione malolatica, una parte del vino viene messa per circa 4 mesi in piccole botti di rovere francese ed americano e successivamente assemblato con la parte rimasta in inox. Viene assemblato ed imbottigliato a circa 18 mesi dalla vendemmia.
Produzione totale: 7.500 bottiglie circa
Alcol 13% Vol.
Acidità totale 5,6 g/l
pH 3,34
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