È un vitigno sicuramente indigeno
delle colline orientali del Friuli. Sembrerebbe tragga
origine da un altro vitigno chiamato Ribolla Nera. Il
nome è singolare, ricorderebbe infatti il suono
di una schiopettata dovuto probabilmente al fatto che
il vino di elevata acidità ed imbottigliato molto
presto completava la fermentazione in bottiglia facendo
così saltare i tappi e producendo il rumore dello
schioppo. Oggi evitiamo che questa rifermentazione succeda
e manteniamo un lieve residuo zuccherino che compensa
la forte tannicità di questo vino. Sentori di
confettura di lampone, ciliegia matura e vinosità,
sono le caratteristiche più evidenti al profumo.
Questa uva è coltivata esclusivamente in alcune
zone dei Colli Orientali del Friuli e del Collio, terreni
in cui prevale la “ponca”, una roccia friabile
rossa tipica delle colline friulane.
Viene fatta esclusivamente a mano tra la fine di settembre
e la metà di ottobre.
Dopo la pigiatura le uve vengono introdotte nel vinificatore
dove avviene la macerazione che si protrae per cira
8/12 giorni in dipendenza dell’annata e delle
condizioni sanitarie delle uve. Contemporaneamente vengono
aggiunti enzimi pectolitici. Successivamente avviene
la svinatura e la pressatura ed il mosto viene integrato
con lieviti selezionati e posto in vasche di acciaio
inox per completare la fermentazione alcolica e malolatica.
Il vino rimane in piccole botti di rovere della capacità
di 225 litri per un periodo variabile da 4 a 12 mesi.
Viene successivamente travasato in vasche inox per l’assemblaggio
e vi rimane sino all’imbottigliamento.
Produzione totale: 3.000 bt. circa
Alcool: 12,7% Vol.
Ac. Totale 6,0 g/l
pH 3,43
Zuccheri residui 3,5 g/l (3,5%)
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